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La collezione di oggetti storici relativi all'industria delle materie plastiche è nata nel 1985 per iniziativa della Sandretto Industrie e si è via via arricchita negli anni diventando una delle più importanti raccolte del genere al mondo.
La collezione, composta da oltre duemilacinquecento pezzi, giaceva da alcuni anni in molte casse accatastate nei magazzini della società e soltanto dal 1995, dopo varie esposizioni in Italia ed all'estero - in Inghilterra, in Germania e in Olanda - è ospitata nell'ottocentesco edificio che fu la direzione dello stabilimento Sandretto.
11 suo percorso espositivo ha inizio con la storia di Pont, la cittadina nel Canavese che è, unitamente all'intera area nord-occidentale, è stata la culla delle prime iniziative produttive originate dalla rivoluzione industriale in Italia.
Museo de Arte e Storia Antica Ebraica

Il museo di Storia Ebraica di Casale, situato in vicolo Olper, nel cuore dell'antico ghetto, possiede una vasta raccolta di oggetti cerimoniali ebraici. La collezione, straordinaria per la qualita' e la quantit delle opere esposte e' ospitata nei locali dei matronei della restaurata Sinagoga; edificio che merita a sua volta una attenta visita.
Il Tempio, pur caratterizzato all'esterno da una facciata anonima e priva di rilievo, si impone all'interno per la ricchezza delle decorazioni e per le sue sorprendenti dimensioni.
Sorto nel 1595 per il volere di una Comunita' all'epoca assai fiorente, fu testimone del clima di distensione dovuto ai favorevoli decreti dei paleologi, prima, e dei Gonzaga, poi, ma anche delle penose restrizioni e delle frequenti prepotenze causate dagli eccessi dell'intolleranza religiosa.
Museo della Civiltà Contadina e della Coltivazione del Riso
Il museo, attualmente in fase di risistemazione delle sale e del materiale esposto, è gestito dall'Ente Parco Fluviale del Po e dell'Orba di Valenza (Alessandria) e unico nel suo genere, per ora, vuole essere una vera testimonianza di quella che è stata la vita in risaia prima dell'avvento della meccanizzazione.
Museo Storico dell'Oro Italiano
Si potrebbe dire che questo è un museo dedicato ad un sogno, alla speranza di arricchirsi facilmente e in poco tempo, ma qui il Far West è lontano, lontana la febbre delle pepite: si parla infatti dell'oro del Po, di un oro povero, italiano, da cercare, pagliuzza per pagliuzza, nella ghiaia dei torrenti di montagna.
Il piccolo museo di Predosa racconta proprio questa storia e, nelle sue due piccole sale, ripercorre le tappe di questa ricerca senza troppe speranze.
Museo Storico dell'Arma di Cavalleria
"Più che in un museo sembra di essere in casa di una grande famiglia, fra i ricordi dei propri antenati", scrivono così i cugini francesi di Saumur, commentando i tre splendidi piani che raccolgono i cimeli di trecento anni di storia della Cavalleria.
Non mancano in realtà piccole enfasi retoriche, ma che importa quando una collezione è così ricca di fascino? Si comincia con la sezione dedicata alle Cavallerie estere, con uniformi e documenti dei cavalleggeri americani, degli ussari, dei dragoni, degli ulani, delle guardie portoghesi, indiane, dei lancieri inglesi. Poi si passa alla Sala d'armi, con vessilli, armature, moschetti, lance.
Museo Storico Valdese e Museo delle Valli Valdesi
Suddiviso in due sezioni, storica ed etnografica, il museo documenta gli otto secoli del percorso dei Valdesi dalle origini del movimento (1174) ai giorni nostri e illustra le usanze e tradizioni popolari della realtà sociale delle valli valdesi: quasi 1.000 metri quadrati di esposizione in 21 sale ove sono raccolti oltre settecento reperti storici.
Vi sono conservati una copia della famosa Bibbia di Olivetano (1535, prima traduzione in francese della Bibbia), la colubrina del capitano Gio-sué Gianavello, vari cimeli del generale Beckwith, una raccolta di armi usate nelle guerre di religione a cui sono stati costretti i Valdesi, tra cui una serie di "beidane", il pulpito e le panche del tempio settecentesco di Vil-lasecca, banchi, cattedra e pallottoliere provenienti da una delle scuole Beckwith (1800), oltre a numerosi attrezzi agricoli, mobili, arredi e corredi della comunità nei secoli.
"II Meleto" di Guido Cozzano

Questo è l'unico museo che permette di entrare direttamente dentro una poesia. E' proprio qui infatti uno dei luoghi letterari più conosciuti e amati dal pubblico, il salotto di Nonna Speranza.
Il Meleto era "l'eremo profondo", la casa di campagna in cui Cozzano studiava, componeva e viveva il suo disincanto di poeta liberty, ironico e intimista. Oggi la bella villa, ingentilita e restaurata ai primi del Novecento dallo stesso Cozzano, è passata ad altri proprietari che l'hanno conservata intatta attraverso gli anni.

Questo museo è l'esempio di un grande amore per il proprio lavoro. L'appassionato si chiamava Lando Rossi di Montelera ed era amministratore delegato della Martini & Rossi.
Nel 1960 volle raccontare non solo la propria azienda, ma soprattutto la storia del vino. Così sistemò nella cantina di mattoni rossi del primo stabilimento Martini la sua collezione privata di oggetti in terracotta etruschi, attici, apuli. Erano anfore per l'invecchiamento del vino, idrie per annacquarlo, crateri per berlo, filtri per il vino aromatizzato.
Questo è uno dei pochi musei sotterranei di cui abbiamo notizia. Si compone di cunicoli con pareti in mattoni, a due piani sovrapposti, utilizzati anticamente per la difesa della cittadella di Torino.
Queste gallerie, cosiddette di contromina, hanno un i sviluppo sotterraneo ed oggi è possibile percorrerle per un lungo tratto, e rievocano un belpezzo della nostra storia, incentrato sull'episodio glorioso di Pietro Micca.
Museo della Marionetta

Gli orari del museo sono "variabili", dicono i curatori, e perciò consigliamo una telefonata preliminare. Ma la visita comunque si impone, perché quella dei Lupi è una delle famiglie-compagnie più antiche e prestigiose d'Italia.
Tutto comincia nel 1782, quando Luigi Lupi sposa la figlia di un marionettista e abbraccia la professione del suocero. Dopo la scelta di Torino come sede ufficiale del suo teatro, Lupi inserisce stabilmente nei suoi programmi la maschera locale di Gianduja che diventa il simbolo della vita torinese. Da allora in poi la famiglia passa di successo in successo.
Museo Nazionale dell'Automobile "Carlo Biscaretti di Ruffia"

E l'unico museo classificato "Nazionale" dell'Automobile in Italia, tra i più antichi per costituzione in Europa (e non poteva che sorgere a Torino, città dell'automobile per eccellenza) e raduna vetture di tutte le epoche e di tutte le nazioni. Fondato da Carlo Biscaretti Di Ruffia, il museo venne allestito negli anni Trenta. Conserva automobili, autotelai, tricicli, motori, modellini, manifesti, libri e disegni.

Esiste un'altra Italia, oltre i grandi circuiti turistici, le città d'arte e le città di villeggiatura, un'Italia sotterranea e poco conosciuti! che merita invece tutta la nostra attenzione. E' l'Italia dei musei territoriali, etnografici, aziendali, scientifici.
L'Italia che potremmo definire dei "musei specializzati". Sono istituzioni a volte private, a volte di proprietà di piccoli Comuni, che potremmo definire settoriali: racchiudono anch'esse tesori a volte sorprendenti. Trattano tutti gli argomenti, spaziano dalle tradizioni popolari agli ombrelli, dalle figurine alle carrozze, dai trattori agli strumenti scientifici. Raccontano storie di lavoro, di comunità, di aziende, esordi e affermazioni di prodotti, e raccolgono testimonianze di professioni in disuso, narrano realtà dimenticate o insolite. Insamma, propongono un quadro della realtà, vista da altre angolazioni.
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